mercoledì 5 novembre 2014

Berthe Morisot, la donna dell'Impressionismo

EDOUARD MANET
RITRATTO DI BERTHE MORISOT
Lo sguardo assorto e pensieroso, con un vestito nero dalla casta scollatura, fermata da una spilla e addolcita da un mazzo di violette, le ciocche ribelli della sua bionda capigliatura si mescolano con grazia ai nastri del cappellino. 
Così Édouard Manet ritrae Berthe Morisot, l’unica donna impressionista, ricordata più per essere stata la sua modella preferita che per essere stata una pittrice di straordinaria sensibilità e talento.
Berthe nasce nel 1841 a Bourges, da una famiglia ricca e colta che nel 1855 si trasferisce a Parigi, allora il centro del mondo artistico e culturale d’Europa, e a sedici anni inizia a dipingere come allieva di Camille Corot.
Il salotto di casa Morisot era un punto di incontro di artisti, scrittori, poeti e musicisti e Berthe cresce in un ambiente ricco di fermenti intellettuali.

BERTHE MORISOT
EUGENE MANET ALL'ISOLA DI WIGHT - 1875
Si appassiona alla pittura e introduce Edouard Manet, di cui sposerà il fratello Eugène, nel milieu impressionista, facendogli conoscere Degas, Pissarro, Renoir, Sisley e Monet.
Ma lei era una donna, bella, stravagante e piena di fascino, in un ambiente prettamente maschile.

BERTHE MORISOT
FANCIULLA CHE SI INFILA UNA CALZA
Era estremamente disdicevole uscire con colori e pennelli per andare a dipingere ‘en plein air’ paesaggi, fiori o scene di vita.
Così i suoi soggetti sono per lo più ritratti e ambienti domestici e la piccola Julie, sua figlia, sarà il soggetto di molti suoi dipinti.
E’ il 1874 quando Berthe espone alla ormai celeberrima mostra parigina che diede l’avvio all’impressionismo: quasi uno scandalo, ma lei imperterrita continuò e divenne l’anima del movimento impressionista, aiutando anche economicamente alcuni suoi ‘colleghi’ maschi.

BERTHE MORISOT - NASCONDINO - 1875
E’ stata un’artista elegante, con una forte personalità, capace di far cantare i colori chiari con un senso molto personale della luce.
La sensualità della sua gamma cromatica e il suo modo delicato di trattare la luce, uniti al nervosismo della pennellata e all’armonia dei colori, hanno dato vita a quadri tenerissimi, a ritratti dall’intensa indagine psicologica e a momenti intimi che nessun pittore maschio è mai riuscito a trattare con tale delicatezza e capacità tecnica.
BERTHE MORISOT - LA CULLA - 1872

Il poeta e scrittore Paul Valery di lei scrisse: “La sua peculiarità fu di vivere la sua pittura e di dipingere la sua vita”.
E la sua vita era la sua famiglia, i suoi amici, gli affetti più cari che diventano quadri di impressionante vivezza, con il pennello che lascia sulle tele fulmini di colori e saette di luce, controllati da una sapiente tecnica.
Ma lascia anche fondamentali tracce d’amore, di dolcezza e di intimità, di quell’essere donna e femmina, di cui è spalmata l’intera sua opera.
Berthe Morisot morì di polmonite il 2 marzo del 1895 e fu sepolta nel cimitero di Passy, nella tomba della famiglia Manet.
Un anno dopo la sua morte, la galleria Durand Ruel le dedicò una retrospettiva: l’ultimo omaggio degli amici artisti che dimostrarono così la loro ammirazione per una donna fantastica.



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