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venerdì 26 settembre 2014

Il mondo fantasioso di Pietr Bruegel

NOZZE CONTADINE - 1568
Paffuto, con barba e baffi rossicci, aria sorniona e sguardo assente, vestito riccamente di nero in conversazione con un frate dall’aria spiritata: così appare Pieter Bruegel il Vecchio in Nozze contadine, uno dei suoi dipinti più celebri.
Vertice assoluto della pittura fiamminga insieme a Van Eyck e Rubens, nasce intorno al 1525 in un villaggio nei dintorni di Breda nelle Fiandre, dove da più di un secolo erano costanti i rapporti con l’arte italiana.
Diventa subito allievo di Pieter Cock per poi partire con destinazione Italia, rinverdendo la consuetudine dei viaggi di studio all’estero iniziata da Dürer nel 1494.
Nel 1551 si stabilisce ad Anversa, dove fa parte della gilda dei pittori.
Qui viveva more uxorio con una servetta che avrebbe anche sposato se la fanciulla non fosse stata una bugiarda incorreggibile.
Ma a Bruxelles incontra la vedova di Cock e ne corteggia la figlia diciottenne Mayeken, la stessa che aveva tenuto in braccio quando era bambina, e nel 1563 la sposa.
PROVERBI - 1559/1560
Fu la suocera a porre come condizione al matrimonio il trasferimento a Bruxelles per interrompere il giovanile legame amoroso con la servetta. Pieter acconsentì.
Bruegel è uno spirito indagatore sia dal punto di vista iconografico sia da quello tecnico e la sua inimitabile pittura scaturisce improvvisa con la forza di un fenomeno naturale.
Tra le composizioni più famose, che dipinse negli anni 1559/60, sono i Proverbi.
GRETA LA PAZZA - 1562
L’antico tema dei detti popolari godeva a quel tempo di grande favore per l’intento moralistico di illustrare gli effetti della stoltezza umana.
Nella tavola, una sorta di veduta a volo d’uccello, riunisce nell’ambiente di un villaggio di fantasia un centinaio di immagini che interpretano ciascuna un modo di dire fiammingo sulla furberia e sulla sciocchezza degli uomini.
L’agire umano appare in tutta la sua assurdità proprio attraverso la traduzione concreta di astratte espressioni verbali.
Al 1562 risale Greta la Pazza, una megera ossuta che fa una scorreria alle porte dell’Inferno.
Un quadro pieno zeppo di significati simbolici.
CADUTA DEGLI ANGELI RIBELLI - 1562
Il singolare dipinto, insieme alla Caduta degli angeli ribelli, mostra più evidente l’ispirazione del repertorio fantastico e demoniaco di Bosch e che, per la bizzarria del tema, si è prestato alle interpretazioni più svariate.
Successivamente affronta alcuni temi biblici per poi dipingere la serie dei Mesi, immagini dove uomini e cose appaiono fusi in una visione poeticamente unitaria. I gesti dei contadini, gli attrezzi e i frutti della terra resi nei minimi particolari e inseriti nel variare delle ore e delle stagioni, diventano parte integrante della poesia della realtà.
La tradizione ottocentesca lo soprannomina “Bruegel il contadino”, il pittore che con il popolo contadino si identificava.
Niente di più falso.
MESI - 1565
Bruegel è un umanista che unisce in sé in maniera affascinante tutto ciò che l’arte del suo tempo offre di nuovo.
Innovatore dello stile e delle tematiche artistiche, elabora un linguaggio figurativo del tutto personale grazie alla ricchezza della sua tecnica pittorica, stendendo i colori a strati sottili usando pennelli di piccole dimensioni, e della sua incredibile immaginazione.
Muore nel 1569 a Bruxelles e i suoi due figli vennero avviati alla pittura dalla nonna materna: Pieter il giovane copiò per tutta la vita l’opera del padre mentre Jan si rivelò erede del talento paterno, diventando a sua volta pittore di prima grandezza.